Yuji Haikal si aggiudica l’URBAN Book Award 2026 con un racconto intimo sulla memoria e sull’assenza
Siamo felici di annunciare che l’URBAN Book Award 2026 va a Yuji Haikal con Why Aren’t You Taking Photos Anymore?, scelto dalla giuria presieduta dalla fotografa Mihaela Noroc.
Why Aren’t You Taking Photos Anymore? nasce da una domanda. Negli ultimi giorni di vita, il padre di Haikal gli chiede sottovoce perché abbia smesso di fotografare. Sul momento l’autore non ne coglie il peso. Aveva lasciato la fotografia quasi dieci anni prima, senza un vero motivo: se n’era semplicemente allontanato. Il padre muore nel marzo 2020, e la domanda resta senza risposta.
Negli anni quella domanda continua a tornare, a volte con dolcezza, più spesso con senso di colpa, finché diventa impossibile ignorarla. Haikal ricomincia a fotografare, prima con il telefono, poi con una fotocamera a telemetro comprata usata, camminando per strada senza un progetto in mente ma con il bisogno di riallacciare un legame. Nelle scene che incontra (persone in attesa, giornali sfogliati al bar, caffè, sigarette, viaggi, figure sedute da sole) ritrova i gesti e le abitudini che avevano scandito la vita del padre. Il libro non ne racconta la storia: mostra come la memoria di una persona sopravviva nei dettagli minimi e continui a orientare lo sguardo di chi resta.
Il volume esiste finora come autoproduzione artigianale in edizione limitata di 100 copie, rilegate a mano dall’autore, e sarà pubblicato in occasione del Trieste Photo Days 2026.
La motivazione di Mihaela Noroc
A presiedere la giuria del Book Award 2026 è Mihaela Noroc, autrice di The Atlas of Beauty, straordinario progetto che da oltre dieci anni raccoglie ritratti e storie di donne in tutto il mondo.
Questa la sua motivazione:
Why Aren’t You Taking Photos Anymore? apre una porta sul mondo di chi sta attraversando il lutto. Attraverso una serie di viaggi visivi, il libro esplora un’esperienza che prima o poi tocca la vita di tutti noi. In qualche modo ci permette di conoscere e apprezzare il padre del fotografo, onorandone la memoria e l’eredità. È un libro estremamente personale, eppure parla di qualcosa di profondamente universale.
Mihaela Noroc
L’autore: Yuji Haikal
Yuji Haikal è un fotografo autodidatta di Johor, in Malesia, attivo dal 2007. La sua formazione accademica è in informatica, mentre il percorso fotografico è interamente autonomo e orientato fin dall’inizio alla narrazione per immagini. Lavora prevalentemente in bianco e nero, costruendo le immagini sul contrasto e sulla composizione; tra i suoi riferimenti indica Jim Marshall, il fotografo che ha definito l’immaginario della musica dal vivo.
Nel 2024 ha ricevuto il premio Book Photographer of the Year agli International Photography Awards (IPA) e il primo posto nella categoria Self-Published Book proprio con Why Aren’t You Taking Photos Anymore?, di cui ha curato personalmente fotografie, progetto grafico, rilegatura e copertina. Il libro è stato esposto al JIPFest, alla mostra IPA Best of Show, al KLPF e all’Exposure+ Dummybook Exhibition.
Accanto al lavoro sui libri, Haikal documenta dal 2007 concerti ed eventi: ha fotografato band malesi come OAG, Butterfingers, Laila’s Lounge e Komplot e festival come Rock The World, Urbanscapes e Nusa Fest. Tra le collaborazioni recenti, Leica Store Malaysia e l’edu-concert Sound of Spirit con Zainal Abidin. È vicepresidente del Pecah Pala Photo Club (PPPC), per cui organizza workshop, photowalk e incontri dedicati alla comunità fotografica malese.
Menzioni d’onore
Tre progetti hanno inoltre ricevuto una menzione d’onore per la forza della loro costruzione narrativa e visiva:
Francisco Ubilla, Corners of Geometry
Un progetto di street photography costruito sugli allineamenti silenziosi e fugaci tra le persone e lo spazio urbano, in immagini scattate tra Santiago, Palma de Maiorca, Lima, Madrid, Pechino e Londra. Il libro è una meditazione visiva su queste coincidenze discrete, dove ogni gesto suggerisce un modo diverso di guardare. Più che documentare la città, Corners of Geometry propone un modo di leggerla, come una partitura vivente in cui geometria e movimento si allineano per un istante: un invito a fermarsi e a ritrovare la bellezza sottile che affiora dai ritmi inosservati della vita urbana.
Ludovit Graus, Cuban Diaries
Un omaggio fotografico agli abitanti di Cuba e alla loro vita quotidiana, in condizioni sempre più difficili. Attraverso ritratti intimi e scene di ogni giorno, Graus guarda oltre l’immagine romantica dell’isola nota ai visitatori e mostra un paese segnato da carenze e privazioni, dove le persone conservano il proprio orgoglio e la speranza in una vita migliore. Nelle strade della Cuba di oggi le architetture coloniali in rovina, le vecchie automobili e i blackout convivono con la musica e il colore, e danno alle immagini una qualità cinematografica che non nasconde la durezza sottostante. Il libro è un tributo alla dignità e alla forza di chi continua a vivere, resistere e sperare in circostanze che non ha scelto.
Rudy Gadeyne, A Book of Man
Un ritratto personale dell’Isola di Man, concepito nella tradizione dei fotolibri che restituiscono lo sguardo di un solo autore, sul modello dichiarato di The Americans di Robert Frank. Gadeyne documenta la vita degli abitanti dell’isola attraverso situazioni diverse, senza esprimere giudizi: osserva e traduce in immagini ciò che accade davanti ai suoi occhi. L’isola diventa così la metafora di una società mostrata in molte sfaccettature, con la sensazione di guardarsi allo specchio e di imparare molto su se stessi. Un libro che vuole contribuire a far apprezzare questo luogo unico e chi lo abita.


