PREMIO EDILIMPIANTI 2026 / VINCITRICE
Burnthouse Lane
Michelle Sank vince il Premio EdilImpianti con il progetto Burnthouse Lane.
Il complesso residenziale urbano di Burnthouse Lane fu ideato dal Comune di Exeter nel clima idealista degli anni Venti nel Regno Unito, per dare una nuova casa agli abitanti meno abbienti del degradato West Quarter. Progettato secondo i principi della città giardino e concepito volutamente come un insediamento autonomo, era un luogo destinato alle famiglie della classe lavoratrice. Negli anni Ottanta, il programma Right to Buy di Margaret Thatcher portò alcune proprietà a diventare private, ma Burnt House Lane è tuttora definito un quartiere di edilizia popolare. Le condizioni di disagio che avrebbe dovuto superare hanno continuato a segnarlo; tuttavia, il suo isolamento e l’intricato labirinto di viuzze hanno anche favorito aspetti positivi, come una comunità coesa e un senso di solidarietà tra i residenti.
È questa positività che ho voluto mettere in luce. Sono sempre stata attratta da questa zona per il modo in cui accoglie la diversità e per l’individualità che ne emerge: sia nel modo in cui le persone si esprimono, sia nel modo in cui ciò si riflette nelle decorazioni delle loro case. Queste, per la maggior parte identiche nella struttura, portano un’impronta personale nei giardini, alle finestre e persino sulle facciate; il mio uso di colori intensi e della luce accentua questo senso di celebrazione.
Questa metodologia è parte della dimensione politica del lavoro, attraverso la quale cerco di sottolineare bellezza, dignità e presenza, per mettere in discussione il modo in cui queste comunità marginalizzate vengono solitamente rappresentate.
Michelle Sank è nata in Sudafrica e si è stabilita nel Regno Unito nel 1987. Indica questo percorso come un elemento che ha alimentato il suo interesse per le sottoculture e per l’esplorazione delle questioni e delle sfide sociali contemporanee. I suoi ritratti, costruiti con cura, fondono luogo e persona, creando paesaggi e narrazioni sociologici, visivi e psicologici.
Le sue fotografie sono state ampiamente esposte e pubblicate nel Regno Unito, in Europa, Australia e Messico, in Sudafrica e negli Stati Uniti. Le sue immagini fanno parte delle collezioni permanenti di Allan Servais, Brussells, Open Eye Gallery Archive di Liverpool, Societe Jersiaise e Guernsey Museum nelle Isole del Canale, Southeast Museum of Photography in Florida, The Museum of Fine Arts di Houston, Texas, RAMM di Exeter e The Museum of Youth Culture nel Regno Unito.
Ha svolto con continuità incarichi e residenze per importanti gallerie e riviste in Europa e negli Stati Uniti. Il suo lavoro è stato premiato in numerosi prestigiosi concorsi, tra cui il Taylor Wessing Prize, The British Journal of Photography e il concorso internazionale Photo Review. Ha inoltre ricevuto un sostegno dal Rapid Response Fund della Contemporary Arts Society, nel Regno Unito, per l’acquisto di opere della serie “Breathe”, realizzata durante il Covid.
Sank ha pubblicato quattro libri: The Water’s Edge: Women on the Waterfront (Liverpool University Press), uno studio sulle donne che hanno lavorato e lavorano tuttora nei docks di Liverpool; Becoming: (Belfast Exposed Photography e Ffotogallery), un’importante monografia che raccoglie i suoi ritratti di giovani realizzati nell’arco di cinque anni, accompagnata da un saggio di David Goldblatt; The Submerged: (Schilt Publishing), dedicato al paesaggio e agli abitanti di Aberystwyth, in Galles, con un saggio di Liz Wells; e My.Self: (Multistory), sull’identità culturale tra giovani di diversa provenienza nel Black Country, nel Regno Unito.