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The Future Was Extracted Here. Marcel van Beek vince il Patricia D. Richards Legacy Award 2026

The Future Was Extracted Here. Marcel van Beek vince il Patricia D. Richards Legacy Award 2026

Siamo orgogliosi di annunciare che il fotografo tedesco Marcel van Beek ha vinto il Patricia D. Richards Legacy Award 2026 con The Future Was Extracted Here, una sequenza in bianco e nero dedicata al paesaggio del carbone.

Il progetto nasce nei bacini lignitiferi della Germania centrale, attorno a Lipsia, dove miniere, centrali elettriche, teleriscaldamento, grandi quartieri residenziali costruiti nella Germania Est e laghi nati dal recupero delle aree estrattive convivono in un unico territorio stratificato. Van Beek vi legge una condizione ancora attiva: il carbone come fonte di calore, lavoro, abitazione e promessa di progresso, e insieme come origine di un’eredità ambientale che oggi siamo chiamati ad affrontare. In diverse immagini l’autore ricorre all’inversione tonale, che rende irreali i luoghi familiari e sospende le fotografie tra documento e memoria.

La giuria che ha selezionato il progetto vincitore è stata presieduta da Claudia Colecchia, responsabile della Fototeca e della Biblioteca dei Civici Musei di Storia ed Arte del Comune di Trieste.


Patricia D. Richards Legacy Award: un’eredità di empatia e impegno

Il Patricia D. Richards Legacy Award è stato istituito nel 2024 in memoria di Patricia D. Richards (1951-2022), fotografa ed educatrice americana che ha fatto della macchina fotografica uno strumento di indagine e di comprensione sociale. Per oltre quarant’anni ha rivolto il suo obiettivo alle trasformazioni della società americana, con un’attenzione particolare alle comunità escluse dalla narrazione dominante. Le sue serie sui lavoratori migranti e sul movimento per i diritti civili fanno parte delle collezioni permanenti di istituzioni come il Museum of Fine Arts di Houston, l’Harry Ransom Center dell’Università del Texas ad Austin e l’Amon Carter Museum of American Art.

Il premio viene assegnato ogni anno al miglior portfolio presentato da un fotografo Under 35 nella sezione Projects & Portfolios degli URBAN Photo Awards, con l’obiettivo di sostenere e promuovere la prossima generazione di storyteller visivi impegnati socialmente.

Le associazioni culturali dotART ed Exhibit Around, promotrici del concorso URBAN Photo Awards e del festival Trieste Photo Days, ringraziano calorosamente la famiglia e gli amici di Patricia D. Richards per il loro prezioso supporto nella creazione di questo premio.


La motivazione di Claudia Colecchia

Il progetto The Future Was Extracted Here di Marcel van Beek affronta il paesaggio del carbone non come la testimonianza di un’epoca industriale ormai conclusa, ma come una presenza ancora attiva nella costruzione del nostro presente. Attraverso una sequenza rigorosa di immagini in bianco e nero realizzate nei territori minerari della Germania centrale, l’autore indaga il rapporto tra energia, sviluppo urbano, memoria collettiva e trasformazione ambientale.

La ricerca si concentra sull’area dei bacini lignitiferi attorno a Lipsia dove miniere, centrali elettriche, quartieri residenziali costruiti durante il periodo della Germania orientale e nuovi paesaggi post-minerari convivono in un unico territorio stratificato. Van Beek non realizza un reportage sul luogo, ma utilizza questo paesaggio come spazio simbolico in cui rendere visibile l’eredità della modernità fossile.

Il lavoro si inserisce nella tradizione della fotografia industriale tedesca, che ha analizzato gli spazi produttivi come segni della trasformazione economica e sociale del territorio. Qui però l’industria non appare come un elemento separato dall’uomo, ma come una struttura che ha modellato abitudini, paesaggi e aspettative di futuro.

Un elemento distintivo della serie è l’utilizzo dell’inversione tonale in alcune immagini. Questa scelta non ha una funzione esclusivamente estetica, ma produce uno straniamento percettivo: luoghi familiari diventano immagini quasi irreali, sospese tra documento e memoria. Nella fotografia che mostra le abitazioni domestiche con la grande nube della centrale sullo sfondo, il fotografo costruisce un forte contrasto tra la dimensione privata della casa e la presenza dell’infrastruttura energetica. Il carbone emerge nella sua ambivalenza: fonte di calore, lavoro e benessere, ma anche origine di un’eredità ambientale complessa.

La forza del progetto risiede proprio nel rifiuto di una narrazione semplificata. Van Beek non rappresenta il passato industriale né come un periodo da celebrare né come un errore da cancellare, ma come una condizione ancora presente. Le immagini interrogano il rapporto tra ciò che ha garantito il progresso del Novecento e le conseguenze che oggi siamo chiamati ad affrontare.

Particolarmente significativo è il finale della sequenza, dove il paesaggio post-minerario viene rappresentato attraverso una scena quotidiana: alcune biciclette ai margini di un lago nato dalla trasformazione del territorio estrattivo. L’immagine non propone una facile idea di rinascita o di restituzione della natura, ma suggerisce un nuovo modo, provvisorio, di abitare uno spazio segnato dall’intervento umano. Il territorio conserva la memoria dell’estrazione, ma diventa anche luogo di nuove pratiche e nuove forme di relazione.

Per una proposta giovani, Marcel van Beek rappresenta un autore interessante perché unisce una solida consapevolezza della storia della fotografia del paesaggio industriale a una sensibilità contemporanea sui temi della transizione energetica e della trasformazione dei territori. Il progetto dimostra una capacità di utilizzare il linguaggio fotografico non soltanto per descrivere un luogo, ma per interrogare il modo in cui una società costruisce la propria idea di futuro.


Informazioni sull’autore: Marcel van Beek

Marcel van Beek è un artista visivo e fotografo tedesco che dal 2020 vive e lavora a Lipsia. Dal 2012 al 2017 ha studiato pittura, grafica e fotografia alla Alanus University of Arts and Social Sciences di Alfter, vicino a Bonn, dove è stato allievo di Michael Reisch e Andreas Orosz e ha conseguito con lode il Bachelor of Fine Arts. Prima degli studi artistici aveva svolto un tirocinio in scenografia e produzione teatrale allo Junges Theater Bonn, e l’attenzione allo spazio scenico e alla composizione pittorica continua a orientare il suo lavoro fotografico.

Al centro della sua ricerca è il rapporto tra uomo e natura nelle condizioni del cambiamento climatico, indagato in cicli come Unsustainable Earth, Urbs accommodata, Planetary Boundaries e World of Water, dedicati ai confini planetari, all’adattamento urbano, alla biodiversità e al ruolo dell’acqua negli ecosistemi. Collabora con l’Università di Lipsia e con il Centro Helmholtz per la ricerca ambientale (UFZ), per il quale nel 2024 e nel 2025 è intervenuto nel ciclo di conferenze Interdisciplinary Perspectives on Municipal Climate Adaptation. Sue opere fanno parte di collezioni pubbliche, tra cui quella dell’Università di Lipsia, e sono esposte in comodato a lungo termine presso l’UFZ. Accanto ai progetti ecologici sviluppa serie dedicate all’architettura, alle ombre, alle foreste e al movimento vegetale: in Chlorophyll Trance ricorre al mosso intenzionale per presentare le piante come campi di ritmo, energia e luce. 

Espone dal 2014 in mostre personali e collettive. Tra i progetti principali: Carboniferous all’Università di Lipsia, Unsustainable Earth all’UFZ, Naturraum::Stadtraum a Lipsia, Urbs accommodata alla Biblioteca dell’Università di Lipsia, Planetary Boundaries all’Agenzia federale tedesca per l’ambiente di Dessau e World of Water all’Università di scienze applicate di Aschaffenburg. Le sue fotografie sono state presentate anche a Berlino, Glasgow, Atene, Ginevra e Minneapolis, e hanno ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali. Ha pubblicato Schattenlicht. Werke 2012-2022, Unsustainable Earth, Naturraum::Stadtraum, Übergänge e il fotolibro bilingue tedesco-inglese World of Water.

www.marcelvanbeek.de

@_marcel_van_beek_

 

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