Mark Power Special Prize – Beyond the Surface: i progetti selezionati
Siamo orgogliosi di annunciare i tre progetti selezionati nell’ambito del premio speciale Beyond the Surface, scelti personalmente da Mark Power, presidente di giuria della sezione Projects & Portfolios della 17ª edizione degli URBAN Photo Awards.
Il Mark Power Special Prize – Beyond the Surface è un riconoscimento curatoriale che valorizza progetti dotati di forte coerenza visiva e di una ricerca sul paesaggio inteso come stratificazione del reale, attenta alle tensioni, spesso sottili, che attraversano gli spazi e le vite che li popolano.
Al Magazzino 26, nel Porto Vecchio, sede delle mostre di punta del Trieste Photo Days 2026, dal 23 ottobre all’8 novembre Power presenterà una selezione da Good Morning, America, il progetto a lungo termine dedicato agli Stati Uniti. Ecco i tre progetti che saranno esposti accanto alle immagini di Power:
Katerina Kouzmitcheva – The Colour Beneath the Grey
Le architetture post-socialiste di Belgrado vengono lette abitualmente attraverso le loro superfici: cemento, ripetizione, facciate, infrastrutture. Kouzmitcheva fotografa quello che accade dentro e attorno a quelle strutture, tra cortili, ingressi, scale e frammenti di prospetti, dove attese, incontri, giochi e gesti di cura ridefiniscono ogni giorno una geometria rigida e ripetitiva. Il colore del titolo è l’intensità della presenza umana all’interno di strutture ereditate: il cemento resta, sono le persone a dargli tono, scala e risonanza.
Federico Possati – The Archaeological Bazaar
Un’indagine sulla Pianura Padana, territorio che nell’ultimo secolo è passato dalla campagna a un ibrido di campi, fabbriche, centri commerciali e mete turistiche, difficile da classificare. In due anni di viaggi Possati ha raccolto immagini di oggetti, manufatti e luoghi abbandonati, la cui origine e funzione si stanno lentamente cancellando. Il progetto prende forma come un libro composto da quattro fascicoli, ciascuno dei quali costruisce per quei soggetti un contesto nuovo, dai simboli indecifrabili alle immagini erose dal tempo e dalla memoria. Il titolo è ripreso dalle parole dello scrittore Gianni Celati.
Michelle Sank – Burnthouse Lane
Il quartiere popolare di Burnthouse Lane fu progettato dal Comune di Exeter negli anni Venti secondo i principi della città giardino, per dare una casa agli abitanti dello slum del West Quarter. L’isolamento e il labirinto di viuzze che lo caratterizzano hanno prodotto una comunità coesa e solidale, ed è questa dimensione che Sank porta in primo piano. Le case, in gran parte identiche nella struttura, portano un segno personale nei giardini, alle finestre, sulle facciate; il colore e la luce intensi accentuano il carattere celebrativo di un lavoro che rivendica bellezza, dignità e presenza contro le rappresentazioni consuete delle comunità marginalizzate.
I tre progetti condividono con la ricerca di Power l’attenzione ai luoghi come depositi di storia e di vita quotidiana, in un dialogo tra visioni del mondo radicate nel reale e capaci di aprirsi verso dimensioni più evocative.
Mark Power
Tra le figure più autorevoli della fotografia documentaria britannica contemporanea, Power ha costruito nel corso di oltre quarant’anni una pratica rigorosa e contemplativa, fondata su progetti a lungo termine che esplorano il rapporto tra paesaggio, cultura locale e trasformazione sociale. Le sue immagini, realizzate con la lentezza imposta dalla fotocamera di grande formato, non si fermano alla superficie: indagano lo spazio che intercorre tra descrizione e immaginazione, tra come i luoghi appaiono e come sono ricordati ed evocati.
Laureato in Belle Arti (Pittura) nel 1981, ha scelto la macchina fotografica durante due anni di viaggi in Asia e Australasia; tornato nel Regno Unito alla fine del 1983, ha lavorato per un decennio nell’editoria e nel settore delle organizzazioni benefiche, prima di diventare Professore di Fotografia all’Università di Brighton, incarico che ha ricoperto per 25 anni. È entrato in Magnum Photos nel 2002 e ne è divenuto membro effettivo nel 2007. Le sue opere sono state esposte in gallerie e musei di tutto il mondo e figurano in importanti collezioni pubbliche e private, ma il suo linguaggio d’elezione è sempre più il fotolibro: a oggi ne ha pubblicati 16.


