Holding On di Michele Zousmer vince la nona edizione del Premio Musei Civici di Trieste
Dal 2017 la collaborazione tra URBAN Photo Awards e il Servizio Musei e Biblioteche del Comune di Trieste dà vita a una mostra personale in una prestigiosa sede museale cittadina.
A vincere la nona edizione del Premio Musei Civici di Trieste è Holding On di Michele Zousmer, progetto ancora in corso dedicato alla solitudine delle donne anziane in Romania e Bulgaria.
La selezione è stata curata da Claudia Colecchia, funzionario direttivo archivista e responsabile della Fototeca e della Biblioteca dei Civici Musei di Storia ed Arte del Comune di Trieste, e da Michela Messina, conservatore dei Civici Musei di Storia ed Arte e del Civico Museo Sartorio, che hanno motivato così la scelta del progetto vincitore:
La selezione di HOLDING ON è motivata dalla rilevanza del progetto rispetto ai temi della memoria, dell’invecchiamento e della trasmissione intergenerazionale del patrimonio culturale immateriale. Attraverso una ricerca fotografica di forte coerenza formale e documentaria, Michele Zousmer indaga la relazione tra esperienza individuale, memoria familiare e trasformazione della comunità nel tempo.
Il progetto assume particolare interesse per la capacità di coniugare la dimensione documentaria della fotografia con una riflessione sulla costruzione e sulla conservazione della memoria. Le immagini non si limitano infatti a registrare la condizione dei soggetti rappresentati, ma restituiscono il rapporto tra persone, oggetti, fotografie e luoghi come elementi attraverso i quali il passato viene conservato, rielaborato e trasmesso.
In questa prospettiva, le persone ritratte possono essere considerate depositarie di un patrimonio immateriale costituito da memorie, pratiche, saperi, tradizioni e narrazioni familiari, la cui trasmissione è oggi esposta al rischio di dispersione. Il lavoro acquista quindi anche una valenza di documentazione e di conservazione della memoria sociale, affrontando il tema della perdita non in termini esclusivamente individuali, ma come processo che coinvolge la continuità culturale delle comunità.
La particolare pertinenza di HOLDING ON rispetto al Civico Museo Sartorio risiede inoltre nella significativa corrispondenza tra il tema del progetto e la natura stessa del luogo che conserva la memoria della famiglia che lo ha abitato e, attraverso gli ambienti, le collezioni, gli oggetti e le testimonianze conservate, rende accessibile alla dimensione pubblica una memoria originariamente privata e familiare.
In questo senso, il progetto di Zousmer può instaurare un dialogo diretto con il museo: da un lato la fotografia documenta la memoria familiare nel momento in cui rischia di perdersi; dall’altro l’istituzione rappresenta il processo attraverso cui una memoria privata viene preservata, storicizzata e trasformata in patrimonio condiviso. HOLDING ON consente così di interrogare il museo stesso come dispositivo di conservazione e trasmissione della memoria, mettendo in relazione la dimensione intima dell’archivio familiare con quella pubblica del patrimonio culturale.
Il progetto sarà esposto dal 23 ottobre all’8 novembre 2026 al Civico Museo Sartorio, in dialogo con la collezione di ceramiche, libri e quadri custodita nel museo, e l’autrice sarà premiata a Trieste in occasione della cerimonia degli URBAN Photo Awards sabato 24 ottobre 2026 nell’ambito della 13a edizione del Trieste Photo Days.
Descrizione del progetto: Holding On
Con Holding On la fotografia diventa uno strumento di osservazione intima di una condizione tanto personale quanto sociale. I ritratti restituiscono corpi segnati dal tempo, gesti quotidiani e ambienti domestici, costruendo una narrazione sospesa tra memoria, resistenza e vulnerabilità. Queste donne, spesso rimaste sole dopo la morte del coniuge e la partenza dei figli in cerca di lavoro altrove, sono le custodi di una memoria familiare e di un patrimonio culturale destinato progressivamente a scomparire.
Lo sguardo dell’autrice evita la spettacolarizzazione della fragilità e si concentra sulla dignità e sulla tenacia delle protagoniste, ottantenni e novantenni che continuano a mandare avanti la propria giornata. Ma dietro questa forza emerge una realtà più ampia: molte di loro vivono in aree isolate, senza reti sociali, sostegno familiare o tutele pubbliche.
Il progetto trasforma così il ritratto individuale in una riflessione universale sulla solitudine, sulla memoria e sulla responsabilità collettiva verso la vecchiaia, in società che invecchiano rapidamente e che non possono permettersi di ignorare il fenomeno.
L’autrice: Michele Zousmer
Michele Zousmer è una fotografa umanitaria americana che pone al centro del proprio lavoro l’esperienza umana. Le sue immagini cercano momenti fuggevoli di grazia e di bellezza in vite attraversate da difficoltà profonde, e danno voce a persone e comunità spesso ai margini della società. Attraverso l’obiettivo Zousmer si fa narratrice, portavoce e strumento di cambiamento, e invita chi guarda a percorrere con lei i fili che legano le nostre esistenze le une alle altre. Il suo lavoro è un esempio della forza trasformativa della fotografia.
Nel 2025 Zousmer si è aggiudicata il Premio TPD Best Author Edilimpianti Innovation Partner con MIS[S]UNDERSTOOD, progetto dedicato alle donne della comunità Irish Traveller.
Sito web: michelezousmer.com


